Nelle telecomunicazioni la televisione digitale terrestre, in sigla TDT o DTT, spesso anche abbreviata in digitale terrestre, è la televisione terrestre rappresentata in forma digitale. Da un punto di vista tecnico infatti l'informazione televisiva è un'informazione racchiusa in un segnale elettrico e in quanto tale può essere rappresentata in forma analogica o in forma digitale. Anche la rappresentazione analogica è utilizzata per la televisione terrestre. Tale televisione terrestre è chiamata televisione analogica terrestre e, proprio per il tipo di rappresentazione utilizzata per l'informazione elettronica, si contrappone alla televisione digitale terrestre.Confronto con la televisione analogica terrestre Nel confronto tra la trasmissione analogica e quella digitale dei canali televisivi valgono le stesse considerazioni che possono essere effettuate in generale sul confronto fra tecnologie analogiche e digitali: i segnali analogici sono maggiormente soggetti a disturbi, in quanto il ricevitore non ha modo di distinguere una variazione di segnale dovuta a disturbo da un reale contenuto informativo; viceversa, il segnale digitale è per sua natura immune ai disturbi fintantoché rimangono di lieve entità. Tuttavia, mentre il segnale analogico degrada in modo continuo e, anche se fortemente disturbato, presenta comunque un contenuto almeno in parte comprensibile a un osservatore umano, il segnale digitale, invece, diventa indecifrabile oltre una certa soglia di disturbo e perde qualsiasi valore di informazione.Vantaggi rispetto alla televisione analogica terrestre I principali benefici derivanti dall'introduzione della TDT sono[2]:un maggior numero di canali disponibili, grazie a tecniche di codifica di sorgente del segnale che permettono la riduzione (compressione dati) fino a 1/5 della banda di frequenze utilizzate per la trasmissione di un canale;una migliore qualità immagine/audio, infatti il segnale digitale, grazie a tecniche di codifica di canale, è meno soggetto alle interferenze e può veicolare contenuti video in 16:9 e audio con caratteristiche molto simili ai DVD;possibilità di offrire programmi interattivi, quindi l'utente può ad esempio esprimere giudizi o rispondere a quiz direttamente col telecomando;minore inquinamento elettromagnetico grazie alla necessità di minore potenza di trasmissione.possibile trasmissione in doppio/multiplo audio e quindi, per esempio, in multilingua.possibile trasmissione in alta definizione.possibile trasmissione in 3 dimensioni.Difetti rispetto alla televisione analogica terrestre Maggiore sensibilità del segnale alle interferenze: in presenza di una ricezione carente, al di sotto una soglia minima, non è possibile visualizzare le trasmissioni televisive.La conseguenza del punto precedente è una minore copertura del territorio, in particolare da parte dei network locali con minori risorse.Efficienza spettrale e flessibilità I principali vantaggi della trasmissione digitale sono il miglioramento dell'efficienza spettrale[3][4] e l'introduzione di flessibilità nell'uso della banda disponibile[4]: grazie alla possibilità di impiegare algoritmi di compressione è possibile trasmettere quattro/cinque canali digitali al posto di uno analogico dall'equivalente qualità. Le emittenti televisive possono inoltre scegliere di utilizzare una certa quantità di banda per trasmettere pochi canali con un'elevata qualità oppure molti canali con una qualità più bassa.Ad esempio, se la banda a disposizione è 24 Mb/s si possono trasmettere quattro canali da 6 Mb/s l'uno, oppure dodici canali da 2 Mb/s; ovviamente nel secondo caso la qualità risulterà minore. I canali possono essere anche trasmessi con caratteristiche differenti[4]: sulla stessa frequenza è possibile trasmettere contemporaneamente canali in alta definizione che canali ottimizzati per i piccoli schermi dei cellulari.Interattività Le persone abituate a usare servizi televideo sanno che assieme ai comuni programmi televisivi possono essere trasmessi dati aggiuntivi. L'occasione del passaggio al digitale terrestre può essere usata per l'introduzione di nuovi standard che sfruttano la possibilità di ricevere dati aggiuntivi allo scopo di offrire servizi interattivi prima inesistenti come l'EPG, che sarebbe una apposita guida TV elettronica la quale consente, nella forma più limitata, di sapere il programma attualmente in onda e quello successivo. Già in passato lo spettatore aveva la possibilità di "dialogare" con le emittenti televisive, per esempio inviando voti con delle telefonate; i nuovi standard consentono un'interazione più semplice e coinvolgente grazie al fatto che lo spettatore maneggia unicamente il suo telecomando e può osservare i risultati delle sue azioni sullo schermo del proprio televisore.È da notare che una vera e propria interazione richiederebbe che lo spettatore potesse trasmettere dei dati verso l'emittente televisiva, trasmissione che non può, per ragioni tecniche, avvenire con la stessa tecnologia e la stessa infrastruttura usata per la diffusione dei canali televisivi. È quindi necessario un canale di ritorno, spesso utilizzando la linea telefonica, che comunque costituisce una spesa per lo spettatore[5].Esempi di standard per i servizi interattivi sono MHP (Multimedia Home Platform, usato in Italia) e MHEG-5.Isofrequenza Va inoltre evidenziata la possibilità di trasmettere in isofrequenza, tecnica che non era possibile implementare nelle trasmissioni televisive analogiche. Questa evoluzione tecnologica permette di inviare lo stesso segnale sulla medesima frequenza contemporaneamente da più siti trasmittenti e con possibilità di utilizzare lo stesso decoder/tv in aree già digitalizzate senza necessità di risintonizzazione, considerando che le frequenze sono identiche per quanto riguarda gli operatori nazionali. A settembre 2009 fu definito un piano nazionale italiano di assegnazione delle frequenze per le emittenti nazionali. Relativamente alla banda VHF, questa sarà riservata, per i servizi televisivi, alla RAI che la utilizzerà in modalità MFN sui canali 5, 7, 9, 11. Per quanto concerne invece la UHF, 13 canali (di cui uno riservato al mux RAI Mux 1 nelle zone dove storicamente era adottata, per Rai 1 in analogico, la banda I, II o UHF) saranno assegnati al DVB-T e 2 canali al DVB-H. I restanti verranno suddivisi tra le emittenti locali, e saranno variabili di zona in zona. Tuttavia il DVB-H in Italia si è rivelata una tecnologia di scarso interesse da parte degli utenti, di conseguenza il suo futuro è incerto.Passaggio da televisione analogica terrestre a televisione digitale terrestre La televisione analogica terrestre è sempre stata la forma di televisione più diffusa al mondo, ricevibile attraverso le normali antenne terrestri.Nella televisione satellitare la transizione da televisione analogica satellitare a televisione digitale satellitare è ormai quasi del tutto completata, questo perché la televisione satellitare è diffusa da pochi anni, solo dopo la televisione terrestre e la televisione via cavo. Inoltre la televisione satellitare è sempre stata molto legata alla pay-tv; infatti essa permette di diffondere un numero di canali decisamente maggiore rispetto alla televisione terrestre e alla televisione via cavo, per questo è sempre stata scelta dalle televisioni a pagamento. Inoltre, le televisioni a pagamento satellitari sono quasi sempre state fornite attraverso un ricevitore proprietario, spesso in comodato d'uso; di conseguenza, in caso di passaggio della televisione a pagamento da televisione analogica satellitare a televisione digitale satellitare, il ricevitore viene sostituito dalla società che fornisce la pay-tv, stessa senza costi aggiuntivi per l'utente.La televisione via cavo ha seguito una simile evoluzione, in quanto, anche se si è diffusa molti anni prima della televisione satellitare, anch'essa è sempre stata legata alla formula della televisione a pagamento.Il discorso è invece completamente diverso per la televisione analogica terrestre. Prima tipologia di televisione a diffondersi nel mondo, è sempre stata quella più diffusa, legata soprattutto alla televisione gratuita, in particolare alla televisione pubblica. Nei Paesi dove la televisione pubblica ha un ruolo rilevante, il passaggio dall'analogico al digitale impone agli utenti di dotarsi di un nuovo apparecchio per poter continuare a fruire del servizio pubblico. Per questo la transizione da televisione analogica terrestre a televisione digitale terrestre sarà inevitabilmente lenta, legata al normale ciclo di sostituzione degli apparecchi televisivi o comunque di acquisto dei decoder, anche se spesso vengono programmate dai governi degli Stati delle scadenze per tali transizioni.
Fonte: Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione_digitale_terrestre
